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14 10 2016

Olimpia era un centro religioso presso cui sorgeva un celebre santuario dedicato a Zeus Olimpio. Il legame tra questo luogo e le discipline sportive nasce all'insegna del dio, in onore al quale, ad Olimpia, venivano organizzati tornei. Il mito si costruisce sulla simbolizzazione di gesti e parole, metafore di eventi creativi e manifestazione di qualcosa oltre la realtà fisica. Così l'agire dell'uomo greco, e con esso o ad esso contrapposta la natura, è visto in relazione al mistero di quella regione ultraterrena situata sulla vetta del Monte Olimpo, dove avevano sede le divinità. Le gesta di ciascun olimpionico che vedremo all'opera nei prossimi giorni sono anello di congiunzione tra il mondo variopinto e multiforme dello sport contemporaneo e la radice profonda, spirituale ed ancestrale, da cui si sviluppa ogni mito nato ai piedi del Monte Olimpo.

Michele Castelli

Gianluigi Marabotti

 

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VALENTINA VEZZALI

14 10 2016

"Lo sport è questo: sudore, sacrifici, allenamenti e poi si vince o si perde," ha scritto Valentina Vezzali lo scorso aprile, raccontando qualcosa di sé nei giorni successivi al suo addio alla scherma (Gazzetta dello Sport del 26/04/2016). L'unica schermitrice nella storia ad essersi aggiudicata tre consecutivi ori individuali in altrettante edizioni delle Olimpiadi parla di vittoria e di sconfitta senza retorica, con il disincanto e la leggerezza dei grandissimi. Prima ci sono cose ben più importanti. Cose più emozionanti delle lacrime di gioia o di delusione, più significative della posa in cui ci si fa fotografare sul podio o dello sguardo con cui lo si invidia: il sudore, i sacrifici, gli allenamenti. E poi succede che la lama del fioretto si riveli troppo corta per poter appenderci le medaglie che hai conquistato.

Michele Castelli

 

Gianluigi Marabotti

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Gianmarco Tamberi

14 10 2016

Vivere lo sport è come stare all'interno di un romanzo o di un film giallo. Sui campi da gioco, sulle piste, dentro al ring, succede che, come in ogni poliziesco, non capisci fino all'ultimo cosa è già accaduto e cosa accadrà. Molto spesso si verificano incredibili colpi di scena. A volte tutto finisce per il meglio - anche se si tratta di un "meglio" alquanto relativo. Altre volte gli infortuni si moltiplicano, le strategie per raggiungere un risultato falliscono. Lo sport è fatto di sacrificio, di costanza, di perfezionismo, ma non solo. È fatto anche di talento, e quello devi avercelo per poterlo allenare. Ma ancora non è tutto. Altrimenti basterebbe essere il più preparato ed il più dotato per avere la certezza del successo. Invece può succedere come al nostro Gianmarco Tamberi, campione europeo di salto in alto: quando tutto sembra filare liscio, ecco irrompere l'incertezza del giallo, che piega gli eventi alle trame caotiche ed irrisolte di certi struggenti polizieschi d'autore. Allora è il caso di appellarsi ad un maestro del genere: chi meglio del creatore di Philip Marlowe? Lo scrittore Davide Mosca ha pubblicato circa due anni fa un originale libro dal titolo "Più sicuri di sé con Raymond Chandler". In cima all'introduzione leggiamo: "Cadi dieci volte, rialzati undici". Non spiega tutto - perchè il breve saggio è bellissimo e va letto per intero - ma dice già molto. In fondo, non è importante che il detective risolva qualsiasi caso, ciò che conta è che sappia risollevarsi dopo ogni tiro mancino della sorte.

MIchele Castelli

 

 

Gianluigi Marabotti

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